Prestiti per liberi professionisti

I liberi professionisti sono, da sempre, una delle categorie che ha più difficoltà ad accedere a prestiti e finanziamenti con erogazione veloce. A meno di non avere un reddito “importante”, infatti, banche e finanziarie preferiscono concedere prestiti a chi ha una busta paga, piuttosto che ad un libero professionista. Cosa fare, quindi, se si ha bisogno di liquidità per se stessi o per la propria attività? In questa guida cercheremo di dare alcune indicazioni fondamentali a questo proposito.

Detto questo andiamo ora a vedere quali sono le possibilità per i liberi professionisti ed i lavoratori autonomi di accedere al credito e con quali condizioni, rispetto a tutte le possibilità presenti per i lavoratori dipendenti pubblici e privati, che possono godere di una serie di strumenti pensati appositamente per loro.

Prestiti personali per liberi professionisti

I liberi professionisti rappresentano una categoria che sicuramente, rispetto ai lavoratori dipendenti, ha molta difficoltà ad accedere al credito a causa della mancanza della busta paga. La forma più comune di prestito per questa categoria è il prestito personale, finalizzato e non. Per richiedere questa forma di prestito è necessario presentare, oltre al proprio documento d’identità ed al codice fiscale, la propria dichiarazione dei redditi sufficientemente alta da consentire il pagamento delle rate mensili.

Nel caso questa sia valutata insufficiente da parte della banca, è possibile riuscire ad ottenere comunque il prestito tramite la firma di un garante o attraverso un bene a garanzia come un immobile di proprietà. Nel caso dei finanziamenti non finalizzati sarà certamente più difficile riuscire ad ottenerli, mentre per quanto riguarda quelli finalizzati, come per esempio i prestiti personali per l’acquisto di un’auto, sarà possibile ottenerli con più facilità ed a migliori condizioni contrattuali.

Una delle caratteristiche necessarie per l’ottenimento di un prestito personale, è quella di non essere stati segnalati come cattivi pagatori, oppure di non avere condizioni di pignoramenti o protesti, né altri finanziamenti ancora accesi in corso. In questi casi diventa molto più complicato riuscire ad ottenere un prestito.

Migliori finanziamenti per liberi professionisti

Uno dei migliori prestiti per i liberi professionisti è quello offerto dal gruppo Banca Carige, Specialprestito Professione, disponibile per finanziare tutte le spese riguardanti la propria attività lavorativa. Con questo prestito è possibile richiedere da 1.000 fino ad un massimo di 70.000€, rimborsabili da sei fino a 96 mesi, scegliendo tra un tipo d’interesse fisso o variabile. Per richiederlo è necessario recarsi presso una delle agenzie del gruppo o contattare il numero verde, e presentare il proprio documento d’identità, il codice fiscale, la dichiarazione dei redditi e l’iscrizione all’albo professionale.

Unicredit invece offre per i liberi professionisti e gli studi aderenti a Confprofessioni la possibilità di scegliere tra una serie di prodotti finanziari pensati per tutte le esigenze lavorative. Per esempio, per tutti i professionisti aderenti a Confprofessioni, è possibile richiedere un Fido fino a 10.000€, ricevibile entro 48 ore. Oppure è possibile richiedere l’anticipo di liquidità tramite la garanzia delle parcelle e degli incarichi ricevuti, o aderire allo speciale conto corrente dedicato ai liberi professionisti. Inoltre è possibile richiedere finanziamenti fino a 10.000€, usufruibili attraverso l’apertura di una linea di credito personale.

Per richiedere questi servizi è necessario rivolgersi presso le agenzie del gruppo o contattare il numero verde richiedendo una consulenza. Questo prodotto è indirizzato ai professionisti appartenenti alle associazioni Andi, Anmvi, Fimmg, Fimp, Plp, Adc, Anc, Ancl, Anrev, Ungdcec, Anf, Federnotai, Ala-Assoarchitetti, Antec, Assoingegneri, Sindagrof, Singeop, Fondoprofessioni, Cadiprof o Ebipro. Banca Bper offre una serie molto particolare e specializzata di finanziamenti per i liberi professionisti e le piccole imprese, ognuno dei quali per un aspetto molto preciso. Per esempio è possibile richiedere Innovfin, il finanziamenti chirografico o ipotecario garantito dal Fondo Europeo per gli Investimenti.

Si tratta di un finanziamento per gli investimenti in ricerca e sviluppo ed innovazione, per importi che vanno da 25.000€ fino ad un massimo di 7 milioni e mezzo di Euro, per una durata che va da 12 fino a 120 mesi. Oppure è possibile richiedere Finjob, con il quale è possibile finanziarie gli oneri sostenuti dalle nuove assunzioni effettuate per un minimo di 12 mesi, fino ad un massimo del 70% delle retribuzioni lorde annue, per un massimo di 100.000€ rimborsabili da 12 a 18 mesi.

Oppure è possibile richiedere PerTe Prestito Giovani dedicato ai liberi professionisti fino a 35 anni, con il quale è possibile richiedere un prestito fino a 30.000€, rimborsabili fino ad un massimo di 120 mesi, richiedibile completamente online anche se titolari di un conto corrente bancario in un altro istituto, potendo posticipare un numero di rate pari agli anni di finanziamento meno uno, dopo il pagamento delle prime 12 rate mensili.

Prestiti cambializzati per liberi professionisti

Nel caso non si riesca ad ottenere un prestito personale, se per esempio pignorati, protestati o segnalati nelle liste dei cattivi pagatori, è possibile comunque tentare con i prestiti cambializzati. Si tratta di prestiti che si distinguono perché il rimborso avviene tramite il pagamento delle cambiali, che essendo dei titoli esecutivi presentano il rischio che, in caso di mancati o ritardati pagamenti, possano portare al pignoramento dei propri beni da parte dell’ente creditore.

Le cambiali presentano una marca da bollo ed una scadenza, il termine ultimo entro il quale è necessario effettuare il pagamento, che può essere fatto in qualsiasi istituto di credito. La maggior parte dei prestiti cambializzati prevedono dei costi leggermente più alti rispetto ai normali prestiti personali, una durata media di 6-8 anni e tassi d’interesse fissi.

Quasi sempre questo tipo di prestiti sono forniti da finanziarie che operano principalmente a stretto contatto con il territorio e con il tessuto economico, industriale ed imprenditoriale della zona. Quasi sempre è possibile riuscire ad ottenere l’importo richiesto entro poco tempo, con la possibilità di ricevere la liquidità tramite bonifico o assegno circolare, anche direttamente al proprio domicilio.

Nel caso la propria situazione reddituale non consenta di supportare la richiesta di prestito, è possibile utilizzare la firma di un garante o un bene immobile a garanzia del prestito.

Migliori finanziamenti cambializzati

Premesso che per richiedere un prestito cambializzato è sempre meglio rivolgersi alle finanziarie operanti sul proprio territorio, le quali conoscono bene la situazione economica della zona, è possibile rivolgersi ad una delle società che operano a livello nazionale. Tra questa una delle offerte migliori è quella della King Prestiti&Servizi, che offre prestiti cambializzati a tutti i liberi professionisti con partita IVA da almeno tre anni. Con questo tipo di prestito è possibile richiedere da 5.000 fino a 15.000€, rimborsabili fino a 96 mesi, avendo come requisiti la cittadinanza italiana, un’età compresa tra i 27 ed i 60 anni, ed una dichiarazione dei redditi compatibile con la richiesta effettuata.

Oppure è possibile rivolgersi a Finmedia online, che permette di richiedere prestiti cambializzati fino ad un massimo di 30.000€, con la possibilità per chi volesse di riabilitare la propria fedina finanziaria, come da segnalazioni nelle liste dei cattivi pagatori. Con Cambiali Fin invece, è possibile richiedere un prestito cambializzato fino ad un massimo di 60.000€ direttamente online, con la possibilità di riceverlo al proprio domicilio. È necessario presentare il proprio documento d’identità, il codice fiscale e la propria dichiarazione dei redditi. È possibile riuscire ad ottenerlo anche se protestati o segnalati come cattivi pagatori.

Prestiti per liberi professionisti: facciamo il punto

L’Italia è sempre stato un paese profondamente diviso tra lavoratori dipendenti e liberi professionisti o lavoratori autonomi, le cosiddette partite IVA. Questa divisione, unita ad una forte disinformazione, ha portato negli anni alla formazione di un vero e proprio scontro sociale tra queste due categorie di lavoratori.

In Italia è innegabile che uno dei problemi principali in materia di lavoro sia la tassazione enorme che verte sia sui lavoratori che sui datori di lavoro. Nel nostro paese il costo del lavoro è altissimo, e questo penalizza tutti, economia e consumi compresi. Purtroppo l’informazione mediatica e politica ha da sempre indirizzato l’opinione pubblica verso i lavoratori autonomi, come unici responsabili di questo problema.

 

Ma se andiamo a vedere le statistiche dell’INPS, il sistema previdenziale dei lavoratori autonomi è in attivo, mentre quello dei dipendenti risulta sempre in forte passivo. Questo perché i lavoratori autonomi versano poco è vero, ma arrivano a percepire ancora meno, mentre i lavoratori dipendenti sono molto costosi sia per il datore di lavoro che per lo Stato.

Ora, la verità come al solito sta nel mezzo, e sicuramente è doveroso pagare le tasse completamente in un sistema corretto e graduale, che tenga conto delle problematiche e della progressività della tassazione.
Sicuramente il problema principale nel nostro paese sono le grandi evasioni fiscali, quelle milionarie, quelle fatte da persone che poi vanno all’estero e portano tutta la refurtiva in un altro paese, truffando l’Italia non una ma due volte.

Il problema è la tassazione che non è progressiva, ma che rende possibile che in percentuale i ricchi paghino meno tasse dei poveri o dei lavoratori. Il problema sta nei privilegi di casta, nell’accumulo di cinque o sei pensioni con pochissimi anni di contributi. Il problema sta nella fuga dei capitali, nella difficoltà dei giovani ad entrare nel mondo del lavoro bilanciando il sistema previdenziale. Il problema sta nella tassazione ridicola delle rendite finanziarie e del mondo della finanza in generale. Il problema sta nella corruzione e nel malaffare del nostro paese. Il problema sta nella produttività e nel livello bassissimo di investimenti fatti nel nostro paese.

Prestito tra privati per liberi professionisti

Un’altra possibilità è quella di rivolgersi ai prestiti tra privati, che latro non sono che delle piattaforme online che mettono in comunicazione domanda ed offerta. Per richiedere un prestito tra privati è necessario andare su internet su una delle piattaforme che svolgono questo servizio, ed effettuare la registrazione inserendo i propri dati personali, anagrafici e residenziali.

In seguito è necessario effettuare la propria richiesta di prestito e caricare oltre che al proprio documento d’identità ed al codice fiscale, i documenti che attestano la propria situazione reddituale, come dichiarazione dei redditi e quant’altro.  In seguito alla verifica dei dati da parte dei gestori della piattaforma, se accettato, il prestito sarà suddiviso in piccole quote di 50€ ciascuna tra tutti i prestatori iscritti al sito, che in questo modo diminuirà sensibilmente il rischio di eventuali perdite.

Anche in questo caso è necessario presentare delle garanzie, ma è possibile riuscire ad ottenere un prestito più facilmente, magari a conto di qualche costo in più sugli interessi applicati. Per richiedere un prestito tra privati, è meglio rivolgersi alle due piattaforme migliori del web, Prestiamoci e Smartika. Con Smartika per esempio è possibile richiedere da 1.000 fino a 15.000€, rimborsabili da 12 a 48 mesi, con un TAEG a partire dal 5,60%.

È necessario avere meno di 75 anni d’età, un conto corrente bancario o postale, un reddito dimostrabile attraverso la dichiarazione dei redditi o una busta paga e, nel primo caso, deve essere in linea con la propria richiesta di prestito.
Con Prestiamoci invece, è possibile richiedere un prestito sempre completamente online, con un TAN a partire dal 3,90% ed un TAEG dal 5,34%. Dopo aver effettuato la registrazione e la richiesta di prestito, il sistema darà un valore creditizio alla propria situazione in base al quale sarà valutato il costo del prestito.

Gli importi richiedibili vanno dai 1.500 fino ai 25.000€, rimborsabili da 12 ad un massimo di 72 mesi. La documentazione necessaria è sempre del proprio documento d’identità, il codice fiscale e la documentazione sulla propria situazione reddituale. Anche in questo caso è necessario essere titolari di un conto corrente bancario o postale. Finisce qui questa nostra guida ai migliori prestiti per liberi professionisti. Siamo sicuri che ora avrai qualche spunto in più per accedere ai migliori finanziamenti online!